Il museo della Bora

Il museo della Bora

Inaugurato nel 2004, più che un museo, è uno spazio curioso.
È il laboratorio, la vetrina di un’idea: quella di creare a Trieste il Museo della Bora e del Vento.
La bora è una delle caratteristiche più famose della città, e merita di essere celebrata in un posto speciale che prima o poi nascerà. Questo luogo vuole essere un “museo in progress” per prendere confidenza con il Progetto Bora Museum®, in una dimensione intima e raccolta.
È il museo “in piccolo”. Un piccolo centro di documentazione sul vento, dove sfogliare libri di autori di ieri e di oggi che hanno citato il vento triestino (da Stendhal a Rodari), dove scoprire materiali multimediali e curiosità eoliche da Trieste (es. le famose corde della bora) e dal mondo (es. il pindekan di Bali).
In esposizione anche una originale collezione di venti in bottiglia, vicini e lontani (Progetto Centoventi).

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Nel Magazzino dei Venti di Trieste potrai visitare tre sezioni: l’Archivio del Museo della Bora, costituito da una piccola biblioteca e da materiali audiovisivi e multimediali; l’Archivio della famiglia Polli che conserva materiali diversi raccolti da un grande studioso della bora, il professor Silvio Polli; l’Archivio dei Venti del Mondo che comprende una divertente collezione di venti di varie aree geografiche in contenitori personalizzati.

A differenza della sua intensità, ci sono molti modi a Trieste di definire la Bora:

  • borin: bora leggera, vento di tramontana

  • borineto: vento di tramontana (termine raro, in disuso)

  • boron: bora molto forte

  • boraza: bora violenta e fastidiosa (con senso spregiativo)

  • refolo: raffica, folata di bora; termine attestato fin dal 1481 da Cristoforo von Thein che definisce Trieste come “la città dove soffia il refolo”.